Oggi vi racconto come ho smesso di fumare

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Consigli per smettere di fumare

 

Cari amici,

oggi è per me un giorno bellissimo: festeggio quattro anni da quando ho smesso di fumare.

Sono sicuro che a farmi smettere sia stato il cuore. Solo il cuore infatti, solo il sentire, ci può dare la determinazione per riuscirci. Solo il cuore può risvegliare lo spirito del guerriero che è in noi…perché la sigaretta è un temibile avversario, per nulla facile da abbattere; ciò nonostante, scrivo questo post per testimoniare che si può sconfiggere.

Se non sei fumatore potresti pensare che questo post non ti interessi, invece io ti suggerisco di continuare, innanzitutto perché le cose accadono per una ragione (e quindi anche tu non sei qui a caso…) e poi perché, magari, conosci qualcuno che fuma e chissà  queste parole ti diano l’ispirazione per aiutarlo a smettere.

I principi che ci aiutano a smettere di fumare, inoltre, possono guarire altre dipendenze. Perché ricordiamoci che, per quanto fumare possa sembrare un momento di condivisione o di rilassamento, si tratta in realtà di una mera dipendenza.

Se sei fumatore, a maggior ragione, il mio consiglio non cambia. Se proprio vuoi continuare, non credo che le mie parole ti convinceranno a smettere contro la tua volontà (o forse si? 😀 )…ma se invece vuoi smettere, chissà che tu non sia qui proprio leggere queste parole…

…e quindi come ho fatto a smettere di fumare? 

Ci tengo a dire che non facevo a meno del mio pacchetto al giorno. Fumavo nei momenti di agitazione e in quelli di tranquillità, quando ero in panciolle e quando ero super-attivo. Fumavo prima degli esami all’università, dei colloqui di lavoro, di una telefonata impegnativa, dopo un litigio, prima del cinema e prima, durante e dopo una cena: ogni occasione era buona per fumare.

Ero convinto che la sigaretta mi piacesse e che mi rilassasse…ma ho poi capito, quando ho smesso, che nessuna di queste due cose erano vere.

Infatti, se la sigaretta mi piaceva…com’è che ora riesco a vivere senza e sto pure meglio? E se mi rilassava…com’è allora che ora sono molto più rilassato di prima?

Ho capito il perché grazie ad un bellissimo libro: in realtà la sigaretta agita! La nicotina crea il desiderio ed il bisogno di fumare e questo si traduce in un’agitazione a cui il fumatore, spesso senza rendersene conto (ma se volete che se ne renda conto… nascondetegli le sigarette!) è sottoposto. Quando finalmente fuma, colma il suo bisogno di nicotina e si rilassa. In pratica… la sigaretta toglie semplicemente la stessa agitazione che lei stessa aveva creato!

Il libro a cui accennavo si chiama “È facile smettere di fumare se sai come farlo“, dell’inglese Allen Carr. È un libro bellissimo, una di quelle opere che gli indigeni sud Americani definirebbero un “libro di potere”. 

 Voglio però ora raccontarti come andò quel fatidico giorno in cui presi la decisione…

Consigli-smettere-di-fumare-da-soli

Il giorno in cui ho smesso

Mi piaceva una ragazza che ancora non conoscevo bene, ma sapevo che era ultra-salutista…guai a farle sapere che ero fumatore! Anche perché, fino a quel momento, i miei “corteggiamenti” non avevano dato grandi esiti. Così, sapendo che lavorava in un centro benessere, mi inventai un curioso stratagemma: prenotai un massaggio chiedendo espressamente di lei e mi presentai quel giorno all’ora prestabilita. Ancora ricordo il suo sorriso misto ad un espressione che sembrava dire “tu sei matto”. Ovviamente, conoscendo il suo “salutismo” mi ero guardato bene dal fumare le ore prima.

A quanto pare quel giorno la dea bendata stava dalla mia parte: il cliente successivo, l’ultimo, aveva disdetto e lei mi propose niente poco di meno di andare a fare una passeggiata in un parco a Castel San Pietro Terme.

Ovviamente ero felicissimo e nonostante il mio corpo mi stesse chiedendo la sua dose quotidiana di nicotina, il mio il mio cuore gli intimò di attendere. Parlando parlando, passai tutto il pomeriggio senza fumare. Otto ore.

Quando tornai a Bologna andai al celebre Festival della Zuppa, che ogni anno organizzano a Corticella. Il clima era così bello ed io così contento che decisi di prolungare la mia astinenza fino al ritorno a casa. Rientrai alle dieci di sera, così colmo di gratitudine che mi proposi di non fumare fino all’indomani. Poi prolungai un altro giorno e poi un altro ancora. E fu così che smisi.

Dopo un mesetto, però, mi resi conto che a volte la voglia di fumare tornava. Anche se sentivo il corpo già purificato e in generale mi sentivo già più in salute, la mia mente sembrava non voler abbandonare il desiderio della sigaretta. Fu in quel momento di tentazione che un compagno della scuola di yoga mi consigliò È facile smettere di fumare se sai come farlo”.

Me lo consigliò perché, disse, smettere con la sola forza di volontà non è facile e il libro avrebbe potuto essermi di aiuto. Le possibili conseguenze (anche economiche) di una possibile ricaduta mi parvero infinitamente più grandi del costo del libro, procedetti quindi con l’acquisto. L’idea chiave la posso riassumere così:

non smetterai per il RISPARMIO, né per cose piccole come la PUZZA DEI VESTITI e neppure per cose grandi come il RISCHIO DI MALATTIE. Tutto questo già lo sai eppure continui. Smetterai se e solo se comprenderai che la sigaretta è INUTILE.

Questo mi ricorda un fatto piuttosto singolare. Durante le gite domenicali in moto amavo fermarmi a godermi un bel panorama e fumarmi una “bella” sigaretta. Il piacere della sigaretta, nella mia mente, si era talmente “fuso” con il piacere della pausa, con la bellezza del paesaggio, che dentro di me era nata un’assurda fobia: temevo che, una volta smesso, non avrei più provato quel piacere.

So che anche ad altri è accaduto di sentire temori insensati come questo, sfato quindi volentieri questo mito: quando adesso mi fermo con la moto a guardare un panorama me la godo da matti e soprattutto non ho più bisogno di avvelenarmi nel farlo.

Credo che fosse l’astinenza dal fumo che, curva dopo curva, mi faceva venire voglia di fermarmi. Una volta fermo, con la sigaretta in mano, finalmente davo al mio corpo l’agognata dose di nicotina e questo “piacere” (… che era in realtà la cessazione di una sofferenza…) si fondeva con quello, gradevole, di godersi un bel panorama, magari col vento che ti accarezza i capelli finalmente liberi dal casco.

Se hai seguito il blog, sai che ho fatto un intero viaggio da Bologna alla Sicilia in moto…l’estate scorsa…e non sai quanti panorami ho visto senza avvertire che mi mancasse alcunché. Le pause senza sigaretta non sono affatto più “brutte”, al contrario! Sono più belle perché ora mi fermo quando voglio, quando lo decido io e non quando il mio corpo ha bisogno di quella determinata sostanza. Ho inoltre scoperto un’altra forma di fare le soste più economica, ecologica salutare e cioè raccogliere frutta per strada (lo racconto in questo post)

13 ecologia permacultura sostenibilità

Voglio concludere citando un paio di cose che riguardano la salute e il risparmio. Anche se non è il nodo centrale del libro, anche in “è facile smettere di fumare se sai come farlo” se ne parla. Parto con la salute e…non vi preoccupate, non dirò nulla sui tumori (…c’è scritto persino sui pacchetti…) bensì di una cosa più leggera e forse interessante.

Dopo solo un mese raddoppiai la mia autonomia quando andavo a correre: invece di due giri dei Giardini Margherita di Bologna arrivai a quattro. Da quattro a ben otto km. E pensare che erano ormai anni che non superavo il limite dei quattro km…

…e poi io sono un cantante. Smettendo di fumare ho guadagnato sempre nello stesso mese ben un tono e mezzo di estensione e dopo qualche mese due toni e mezzo. Raggiunsi velocemente note che neppure con anni ed anni di studio, da fumatore, mi sarei mai sognato di sfiorare.

Ed ora è il turno del risparmio: smettendo di fumare ho risparmiato circa mille euro all’anno. Se ti sembra strano, guarda il costo di un pacchetto e moltiplicalo per 365. Se fumi meno, ricordati che le statistiche dicono che i fumatori, in media, pensano di fumare la metà di quanto realmente fumano. Se fumi il tabacco e pensi di spendere meno, ricordati che ci sono poi tutta una serie di costi accessori dovuti all’acquisto di filtri, cartine, accendini, portaceneri, persone che ti “scroccano” la sigaretta, tabacco che finisce con relativa corsa notturna al distributore automatico con conseguente acquisto del pacchetto, magari doppio perché il distributore in questione (guarda caso) non ha il resto…

…quindi….. mille euro per quattro anni sono quattromila euro.

È curioso come a volte mi sia stato chiesto dove trovo i soldi per viaggiare. La domanda dovrebbe essere casomai…dove trovavo prima i soldi PER FUMARE!!!

Posso assicurare che, se si impara a viaggiare in modo economico (do alcuni consigli sempre in questo post) con i soli soldi che si risparmiano smettendo di fumare si può stare via da casa non poco tempo.

Che dici, allora? Si prova a smettere? 😀

p.s. …e se per caso ti stai ancora chiedendo se comprare o meno il libro…beh…metto la copertina per invogliarti a farlo. 

un ottimo libro per smettere di fumare, funziona

 

p.s. 2 ….e se per caso invece ti stessi chiedendo com’è finita con quella ragazza… beh…buco nell’acqua! Però siamo rimasti amici. Il che non è poco…ed  inoltre le sarò sempre grato…perché è anche grazie a lei se da quattro anni vivo LIBERO DALLA SCHIAVITÙ DEL FUMO 😀 

arrivederci…e…chissà che al prossimo spiraglio tu non stia già smettendo di fumare! 

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niente sigaretta elettronica, né farmaci, una buona dose di ottimismo e il libro "è facile smettere di fumare se sai come farlo e...si smette!"

Cosa ne pensi di questo post? Pensi che sia possibile smettere di fumare? O continua a sembrare un’impresa impossibile? Se ti va di condividere la tua esperienza a riguardo, lascia un commento… mi fa molto piacere che chi passa dal blog lasci una sua opinione…un abbraccio!

Elvio

C’è un filo invisibile che ci lega tutti

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Il filo rosso del destino

 

Ciao a tutti e tutte,

dice una leggenda orientale che esiste un sottile filo rosso che unisce le persone destinate ad incontrarsi. Questo filo si può allungare ed estendere, ma non si rompe mai. Quando arriverà il momento giusto, queste persone si incontreranno. Questo spiraglio è dedicato a un filo molto simile ed ancora più ampio, che ho avuto la fortuna di vedere qualche sera fa.

Era sabato, stava piovendo ed io stavo girovagando per il paesino di Villa de Leyva in cerca di un pub o di un posto in cui entrare per sentire un po’ di musica e ripararmi dalla pioggia…quando mi è capitato di assistere ad una scena inaspettata.

C’erano una ventina di persone, al lato della strada; alcuni appoggiati al muro, altri in piedi con le mani raccolte dietro la schiena…stavano tutti gli uni vicini agli altri, in silenzio. Mi sono fermato ad osservarli, perché in quel clima di festa del sabato sera non mi sarei aspettato una cosa del genere. La scritta sul muro: funeraria“, esplicitava ciò che, inequivocabilmente, mostravano gli sguardi, le poche sommesse, la postura ed il silenzio.

C’era qualcosa che mi sfuggiva in quella scena. Non c’era niente da capire, eppure sentivo che c’era un qualcosa che stavo intuendoanche se ancora non mi era chiaro. Così ho fatto qualche passo, mi sono allontanato e poi ho rivolto il mio sguardo ancora verso di loro: sono arrivate altre persone, ci sono state strette di mano, cenni del capo pacche sulle spalle. Un ragazzo sulla ventina rimaneva fuori, lo sguardo perso nel vuoto.

È stato quello l’istante in cui, finalmente, ho compreso.

Quella scena mi appariva assolutamente famigliare: non riscontravo in essa niente di strano. Ed è proprio questo il punto. Con tutte le differenze culturali che ci possono essere, ad oltre dieci mila chilometri di distanza dall’Italia, di fronte alla morte, ci comportiamo tutti allo stesso modo. Identica la maniera di vestire, identica quella di parlare e il modo in cui ci si muove: pochi movimenti, composti ed a volte quasi rigorosi, solenni.

Chi ha vissuto all’estero sa che ci sono abitudini e differenze tra il luogo in cui siamo nati e quello in cui viviamo. Ciò nonostante, può capitare che arrivi un momento in cui ti accorgi che, se andiamo al di là delle apparenze, se prendiamo la decisione di scendere in profondità, se scaviamo nella nostra vera essenza, non esiste una reale differenza tra gli esseri umani. Anzi, esiste un filo invisibile che ci unisce tutti. È proprio come il filo rosso del destino, ma in questo caso non lega solo due persone…ci unisce tutti quanti. 

E quando lo senti, una grande emozione ti pervade il cuore, prendi coscienza che le differenze possono solo manifestarsi nella superficie delle cose, mai nel loro guscio. Prendi coscienza che l’umanità, il creato, è una cosa sola, che tutto è UNO.

Grazie di avermi letto, ed arrivederci al prossimo Spiraglio. 

 

Viaggio in moto in Colombia

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cari amici ed amiche …

…questo è un post estemporaneo e non pianificato…

stamattina sono partito per Villa de Leyva, in moto. Dovete sapere infatti che qualche tempo fa, ebbene si, mi sono comprato una moto.

Dopo un po’ di giretti in mezzo all’allegro smog di Bogotà oggi finalmente faccio il mio primo tragitto extra-urbano…100 km fino a Villa de Leyva.

Scrivo tutto questo dal cellulare, mentre sono fermo nella calle 179 (le strade qui in sud America non hanno (quasi mai) nomi, bensì sono numerate, da nord a sud (e in questo caso si chiamano calles) e da est a ovest (e in questo caso invece carreras). Sono quindi nella periferia nord di Bogotà. Vediamo se nelle prossime ore riuscirò ad aggiornare questo post, magari con qualche foto. Ne metto una del luogo in cui mi trovo… a dopo

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aggiornamento 1…pioggia… (ore 14)

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aggiornamento 2….sole e caffè (ore 15)

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Aggiornamento n.3

SONO ARRIVATO, circa un paio d’ore fa. Ora sono le otto di sera, mi bevo un frullato di Guanabana (poi bisognerà parlare di questa magica frutta…) e, di fronte al computer, posso adesso migliorare il post ed aggiungere qualche foto.

Così appariva il centro di Bogotà stamattina…

Bogota Candelaria Sole.jpg

Visto che sole? Quale giornata migliore per partire? (in teoria la stagione delle piogge non è ancora finita…) e così via verso il nord della città, verso le sue periferie con le case abbarbicate sulle montagne…

periferia nord Bogotà.jpg

E da lì (dopo un po’ di svolte e controsvolte…e inversioni…e richieste di indicazioni…) ho poi preso l’autopista norte. Questa grande autostrada collega Bogotà con le altre città in direzione nord del paese. Se c’è una cosa che non ti stanchi mai di ammirare in questo tragitto…beh…è sicuramente il cielo.

cielo autopista norte bogotà colombia.jpg

E se pensate che la Colombia sia solamente terra di palme banani, magari con qualche scimmia che ci salta in cima, mi dispiace deludervi. Ecco infatti un tipico paesaggio della regione Boyacà. 

Colombia Cundinamarca Boyaca.jpg

Quindi niente scimmie saltellanti…ma sicuramente case incantevoli e uscite direttamente da un sogno…se non da un cartone animato…ebbene si…

casa da sogno casa da cartone animato.jpg

E insomma…verso le cinque e mezzo…l’arrivo a Villa de Leyva

arrivo a villa de leyva colombia viaggio in moto.jpg

Grazie a tutti, come sempre, per essere stati qui e…arrivederci al prossimo spiraglio. 

Una mattina un giovane artista è salito sull’autobus

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Questa mattina, qui a Bogotà, ho preso l’autobus. Non appena seduto, sento dire: Buenos días, cómo están? Niente di nuovo, negli autobus colombiani c’è sempre qualcuno che si alza e prende la parola: per perorare qualche causa, chiedere soldi, suonare una canzone, vendere…ma sento che stavolta c’è qualcosa di diverso. Lo guardo. È un ragazzino. Avrà si e no diciassette anni. E inizia a parlare d’arte. Mentre parla regge nella mano una lavagna, accompagna le parole con dei disegni. Immediatamente polarizza l’attenzione di tutti i passeggeri.

Dice che negli anni ’70 ed ’80 la classe dirigente ed i ricchi colombiani hanno creato dei percorsi di studio tecnici per garantirsi mano d’opera a basso costo. E non solo in Colombia,  gli vorrei dire, ma invece continuo ad ascoltarlo. Vende i disegni per pagarsi gli studi d’arte. Ogni frase è accompagnata da un bellissimo disegno che esegue estemporaneamente. Va a finire che gliene compro uno.

La signora al mio fianco gli chiede se fa anche quadri grandi. Lui risponde che non l’ha mai fatto, ma ci può provare. Lei gli chiede il prezzo per un acrilico. Risponde che non lo sa perché ha usato gli acrilici ma solo quando glieli hanno regalati. Al che lei gli dice che anche lei è pittrice e se vuole lei gli regala tela e colori e poi lo paga per l’opera. Lui accetta con entusiasmo. Mentre si accordano lei gli dice che ha un ristorante. A quel punto le dico: e se per caso ha bisogno anche di musica nel ristorante…a la ordenChe è un modo molto colombiano per dire “sono a disposizione”. Mi chiede che musica faccio e le racconto un po’. Il giovane artista segue il discorso e ridacchia. Quando le dico che è musica tradizionale italiana, musica del Mediterraneo mi dice che suo marito è libanese. Mi lascia il suo biglietto da visita. Il ragazzino se ne va. Forse presto, qui a Bogotà, ci sarà un quadro dipinto dal vivo in un ristorante. Ed a seguire un concerto.

Sono sceso dall’autobus con uno strano, profondo ed entusiasmante senso di unione tra tutti gli esseri umani. Frontiere e barriere, ho sentito in quel momento, sono solo stupide idee presenti nella nostra mente.

Questa è una storia accaduta stamattina nel bus. A Bogotà. Qui, dall’altra parte del mondo, dove tutto è possibile. Vi voglio bene. Ciao.

 

Nella foto…ovviamente…il disegno del giovane artista.

artisti sugli autobus

 

In concerto a Bogotà…tu du da

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Cari amici ed amiche,

questo post è per presentare il mio prossimo concerto in quel di Bogotà, per pubblicare un paio di video dell’ultimo concerto ed anche per aggiornarvi sulle ultime news. 

Dopo il bellissimo concerto al Teatro Leonardus della capitale colombiana i giornalisti de La Nazione si sono entusiasmati ed hanno scritto un lusinghiero articolo…non l’ho potuto vedere ovviamente, ma grazie all’epoca tecnologica in cui viviamo, mi è stato prontamente pubblicato da amici sulla mia pagina facebook.

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Il prossimo concerto si terrà invece mercoledì 20 aprile, ore 21 presso il Cafè Cinema di Bogotà, un bel locale in cui, tra l’altro, passai circa un mese fa…e non avrei mai sospettato che vi avrei poi suonato!

Del live al teatro Leonardus ho già qualche piccolo estratto. Qui di seguito un pezzettino di “Pasqualino Marajà” di Domenico Modugno. 

E qui invece un estratto della bellissima “Che il Mediterraneo sia” di Eugenio Bennato. 

Inoltre, attenzione attenzione, avevo scritto in qualche post che proprio qui in Colombia mi sbloccai dai vari blocchi emotivi, vergogna e quant’altro…e mi buttai a suonare per strada. Beh…vi annuncio che, se confermato, dovrei suonare venerdì, sabato…e pure domenica prossima, per un festival in strada a Bogotà. Vi farò sapere…

C’è qualcosa da aggiungere? Direi di no. Ah si, certo. Sono veramente molto, ma molto grato per queste meravigliose opportunità, non è una frase retorica ovviamente…non smetterò mai di insistere sull’opportunità e la necessità di ringraziare. Quindi ringrazio anche voi, ringrazio anche te mio caro lettore e mia cara lettrice per essere stato qui.

Elvio Rocchi, musica popolare italiana Taranta Musica d'Autore

Elvio Rocchi, musica popolare italiana, concerto Bogotà Colombia Cantautori Pizzica
photo by Julia Gineth Avila Rincon

Elvio Rocchi, musica popolare italiana, concerto Bogotà Colombia

Arrivederci al prossimo Spiraglio! 

 

 

Vivere il presente

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Come si può vivere il presente arrabbiati? Come lo si può vivere risentiti, o tristi? Se fossimo veramente nel presente non accetteremmo neanche il tempo di prendere un caffè senza essere felici. Non accetteremmo neppure UN SECONDO, neanche UN ISTANTE senza esserlo! 

E nella coppia? Se veramente almeno uno dei due fosse nel presente al primo malumore dell’altro gli prenderebbe le mani e gli direbbe: “che succede? Perché non ci stiamo amando?”

Arrivederci al prossimo spiraglio. 

Immagini dell’altro mondo

Postato il

Ciao ragazzi,

lascio parlare le immagini e vi do l’appuntamento a fine Spiraglio. Se ti piacciono le foto o se ti senti di dire qualcosa…lascia un commento o un saluto! 🙂

blog crescita personale meditazione spiragli di luce cavalli al tramonto

blog crescita personale meditazione spiragli di luce musica in strada

blog crescita personale meditazione spiragli di luce le case di villa de leyva colombia

blog crescita personale meditazione spiragli di luce un momento di tranquilla vita contadina

blog crescita personale meditazione spiragli di luce un maggiolino parcheggiato al sole

CAMERA

blog crescita personale meditazione spiragli di luce bianco e nero

blog crescita personale meditazione spiragli di luce tramonto

blog crescita personale meditazione spiragli di luce amore vero

blog crescita personale meditazione spiragli di luce amici quattro zampe lungo la strada

…e arrivederci al prossimo Spiraglio! 

La legge dell’attrazione, una video-spiegazione

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Cari amici e care amiche,

oggi parleremo della bellissima Legge dell’attrazione, conosciuta anche come Legge della risonanza. 

Questo è il secondo video-spiraglio che pubblico…anche questo ho deciso di girarlo in questo magico paese dalla fortissima energia che si chiama Villa de Leyva, in Colombia. Ho approfittato dell’assenza della proprietaria dell’ostello in cui mi trovo (nonché di altri ospiti) per impossessarmi del giardino e utilizzarlo come location per questo spiraglio.

Se vuoi approfondire questo argomento, ti suggerisco la lettura del precedente spiraglio dedicato a questa meravigliosa legge: “Come funziona la legge dell’attrazione o della risonanza” che troverete cliccando qui

Se il video ti è piaciuto, lascia un commento e, se ti va, dagli un “mi piace” e sostieni il blog iscrivendoti al canale YouTube “Spiragli di Luce” 

Arrivederci al prossimo spiraglio 

Le connessioni tra la musica popolare e le canzoni dei cantautori

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Cari amici ed amiche,

in questo blog finora ci sono stati racconti di viaggio, post sulla crescita personale e la meditazione, ben poche cose di musica. Il che potrebbe apparire strano dato che a scrivere il blog è…un musicista! In realtà, strano non è del tutto perché Spiragli di Luce l’ho voluto dedicare a questi temi. La musica ha seguito per ora un percorso parallelo, anche se qualcosa qua e là ho inserito… (dopo metterò un link)

Allora voglio darvi la notizia che mercoledì 30 marzo 2016 suonerò al Teatro Leonardus, il  Teatro del “Colegio italiano Leonardo Da Vinci”, di Bogotà.

Concerto Elvio Rocchi Cantautori Musica Italiana, musica popolare Bogotà .png

Dedicheró il concerto alla Musica popolare del nostro paese…sarà un percorso musicale e narrativo dalle canzoni della tradizione (pizziche, tarantelle, canti popolari e ninna nanne) fino a quelle dei cantautori.

In scaletta, il mio grande maestro Fabrizio De André, ma anche tante altre chicche prese qua e là: brani di Francesco De Gregori e Angelo Branduardi, le canzoni popolari riscoperte da Eugenio Bennato ed un brano poco conosciuto di Italo Calvino…il quale, anche se il fatto non è molto noto, si cimentò pure nello scrivere canzoni.

Cosa hanno in comune la musica delle tradizione e le canzoni dei cantautori?

A mio avviso le similitudini sono molteplici: la musica popolare trova nella ripetizione una delle sue caratteristiche principali, e la canzone d’autore pure. Non va dimenticato che le canzoni tradizionali (in tutto il globo) hanno sempre svolto una funzione rituale, che in alcune occasioni aveva la funzione di celebrare delle festività, in altre quella di operare dei veri e propri rituali di guarigione ed in altre ancora quello di portare i partecipanti ad una sorta di trance che li poteva connettere con il divino, concetto espresso da Battiato (ci sarà anche lui nella scaletta?) in “Voglio vederti danzare”:

Nei ritmi ossessivi, la chiave dei riti tribali

regni di sciamani e suonatori zingari ribelli”

Il ritmo “ossessivo” può infatti produrre l’effetto di cui tanto ho parlato in questo blog: spegnere la mente e connettere con un livello di percezione superiore.

Mi incuriosisce anche come sia la musica popolare che quella dei cantautori si occupi di raccontare storie. Chi conosce Vecchioni, Guccini, Branduardi, ma anche Bennato, Lucio Dalla, Fossati, Venditti e tutta questa allegra compagnia di grandissimi artisti, sa che oltre alle bellissime musiche, questi brani sono caratterizzati da splendidi racconti che si ascolterebbero volentieri anche se non fossero accompagnati dalla musica. Provate a pensare a Bocca di Rosa di De André o a Samarcanda di Vecchioni: a chi non piacerebbe ascoltarle narrate come una storia attorno al camino?

Quando ho iniziato a scrivere questo spiraglio pensavo di dare la notiza del concerto e fermarmi lì. Adesso però mi sto appassionando, perché le canzoni che vorrei fare sono tante e le storie da raccontare pure. Branduardi fece un intero album dedicato a San Francesco d’Assisi… mi verrebbe voglia di inserire non una bensí tutte le canzoni del disco nel concerto…ma ovviamente non si può. E se penso a San Francesco mi viene anche la bellissima Fratello sole, sorella luna nella versione del cantautore Claudio Baglioni. Eh già, ci vorrebbe una scaletta di quattro ore e mezzo…

Tornando a Branduardi, una canzone che sicuramente sarà presente è Alla fiera dell’est.

branduardi crescita personale meditazione spiragli di luce

Questo bellissimo brano datato 1976 è basato su un antico canto ebraico, canto per il Seder di Pesach, la cena della Pasqua ebraica. Nel brano originale non si tratta di un topolino bensí di un capretto e la sequenza delle strofe rappresenta in realtà il susseguirsi della storia del popolo ebraico tra le varie dominazioni, schiavitù e liberazioni. Il gatto rappresenterebbe infatti il regno di Babilonia e il cane l’Egitto. Il bastone che “picchia il cane” sarebbe il bastone di Mosé con cui apre le acque del Mar Rosso (in cui gli egiziani rimangono sommersi) il fuoco (che “bruciò il bastone”) e l’acqua (che “spense il fuoco”) rappresentano i successivi regni di Nabuccodonosor prima e di Persia e Media poi. Il toro rappresenta la cultura greca e il macellaio quella romana che pose fine alla cività ellenica. Può essere interessante citare che, nel 1989, la cantautrice israeliana Chava Alberstein, in polemica con la politica estera dello stato di Israele fece una sua versione del canto tradizionale in cui inserí tra anche l’occupazione della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. Provate ad ascoltare la musica e guardate se non vi ricorda qualcosa…

L’ultima canzone di cui voglio parlare è riturnella, vocabolo calabrese che in italiano significa rondine. La rondine è un’animale che migra, quindi se ne va e poi ritorna (appunto, riturnella) e in più di una canzone popolare del nostro sud è utilizzata come simbolo dell’amante lontano e dell’amata che attende il suo ritorno.

Molte canzoni popolari hanno seguito la tradizione orale, il passaggio da bocca a bocca, rischiando di perdersi nell’epoca contemporanea. Così non è stato per questo bel canto, trascritto la prima volta dall’etnomusicologo Antonello Ricci, che la sentì cantare da una anziana signora di Cirò, Mariangela Pirito, detta Za Manciulita. La canzone venne poi ripresa da Eugenio Bennato che la pubblicò nel 1978, rendendola famosa e salvandola (forse) da un oblio a cui pareva tristemente destinata.

E con questa storia è tutto, quindi: Mercoledì 30 marzo, Elvio Rocchi in concerto a Bogotà, presso il Teatro Leonardus, con “Musica popolare italiana”, concerto organizzato dalla Società Dante Alighieri. Ed ora chiudiamo con un pò di gallery e riferimenti dei brani citati…

Il primo link che avevo promesso è il mio primo spiraglio musicale, la mia versione di “Prospettiva Nevski” di Franco Battiato.

Il sultano di Babilonia e la prostituta (dalla storia di San Francesco) – A. Branduardi (in questa versione canta anche Franco Battiato)

Fratello Sole, Sorella Luna – Claudio Baglioni

Samarcanda – R. Vecchioni

Riturnella, nella bellissima versione dei “Bizantina”

Arrivederci a prossimo Spiraglio.

Primo seminario di crescita personale in Sud America

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Cari amici e care amiche,

oggi scrivo per darvi una bellissima notizia: per la prima volta terrò il mio seminario di crescita personale e meditazione qui in Sud America. È la prima volta fuori dall’Italia e sono veramente entusiasta di portare questa bellissima attività anche qui, per queste terre tanto incantevoli.

Sono ancora più contento perché il seminario si terrà a Villa de Leyva, Colombia, il paese che per tanto è stata la copertina del blog (qui sotto…un incantevole paesino in stile coloniale) e in cui ho girato il primo Videospiraglio

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Lo terrò in una bella scuola di yoga che si chiama Cuerpo y Mente, un luogo che da subito ha attirato la mia attenzione. Tra l’altro questa scuola si trova a solo una cinquantina di metri neppure da dove scattai le foto dei cinque esercizi di crescita personale  …sarà un caso? Una coincidenza? A me sembra piuttosto un bel esempio della famosa sincronicità, di cui voglio tornare a parlare presto qui sul blog. Già che ci sono, non mi faccio scappae questa occasione per citare una delle mie frasi preferite, appartenente allo scrittore argentino Borges, il quale a proposito del caso, disse testualmente che “chiamiamo caso la nostra incapacità di capire l’immenso meccanismo della casualità“. Come a sottindere che, al di là del nome che gli vogliamo dare…una ragione per la quale le cose accadono c’è, eccome.

Cosa faremo in questo incontro?

Le cose su cui “lavorare” sono tante. Metto questa parola tra parentesi perché questa parola deriva dal latino labor che significa fatica. Beh, in un certo senso lavorare su di sé è faticoso…eccome se lo è! Ma è anche vero che da delle soddisfazioni enormi, permette di conoscere parti di noi ancora inespesse e di liberarci di aspetti che ci trasciniamo dietro da anni e che ci fanno perdere energia, buonumore, possibilità. Se si trattasse di un lavoro vero e proprio, insomma, sarebbe un lavoro creativo.

Esploreremo concetti quali quelli di scarsità ed abbondanza. Questo è uno dei punti che mi preme più di tutti condividere. Che cos’è che scatena la possessitivà? L’idea di scarsità, ovviamente, scarsità di amicizia, scarsità di amore…una volta che trovo un amico, se dentro di me ho l’idea che l’amicizia sia un bene scarso, quell’amico me lo terrò stretto per evitare di farmelo “rubare”…ovviamente lo stesso vale per i rapporti d’amore. Cosa scatena l’invidia? Idem…l’idea di scarsità. Sei bravo a fare un certo tipo di lavoro, magari sei bravo in una cosa dove io non sono al tuo livello? Allora ti invidio. Perché? Perché ho dentro di me l’idea che il lavoro scarseggia e che quindi tu, attraverso la tua bravura, me lo potresti rubare. Come nascono le guerre? Ancora una volta per lo stesso motivo. L’idea di scarsità radicata in ognuno di noi diviene un’idea di scarsità collettiva…e quindi il tale paese vuole appropiarsi di quella determinata terra, di quelle determinate miniere, di quel determinato accesso al mare che possiede il paese vicino.

E così via. Quindi parleremo di escasez y abundancia, come si dice da queste parti. E poi? Poi vado veloce…parleremo della legge dello specchio, della bellissima legge della risonanza, parleremo di come funzionano i nostri pensieri ed emozioni, come liberarci dai traumi del passato, esploreremo la magica energia del perdono…la quale sottolineo ancora una volta che è un regalo (è appunto il per – dono) e ovviamente mediteremo. Ovviamente esploreremo gli esercizi delle antiche scuole alchemiche che ci permettono di iniziare connettere con il presente (ancora una volta, ricordiamoci che presente significa regalo…)

Questo è tutto. Per sapere di più sui seminari c’è questa paginae se qualcuno parla spagnolo ed è curioso di vedere cosa ho scritto sul gemello spagnolo di Spiragli di Luce (ebbene si, c’è un gemello in lingua spagnola…) può visitare quest’altra pagina.

E prima di chiudere una piccola notizia…la settimana prossima ci sarà un bell’evento qui a Bogotà…il prossimo Spiraglio parlerà di quello.

Taller de crecimiento personal meditación despertar conciencia alquimia Villa de Leyva.jpg

p.s. dimenticavo…giusto per non perdere l’abitudine all’aspetto avventuroso che sempre ha caratterizzato gli Spiragli beh…questo è quanto stava accadendo la settimana scorsa in quel di Villeta, grazioso pueblo dai ponti sospesi…non troppo stabili…

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come sarà andata a finire? Beh…ovviamente…lo scopriremo nel prossimo Spiraglio. Un abbraccio a tutti.